Che cos’è la formazione?

Visto che la formazione spesso costa tempo e denaro, vale la pena investire queste risorse per innescare un circuito virtuoso piuttosto che un circolo vizioso. 

La formazione può essere un’attività formale come andare a scuola o seguire un corso in azienda, ma anche un’attività informale che avviene parlando con gli amici, colleghi, clienti o fornitori. In effetti vuol dire dare forma, e si da forma, in questo caso, agli individui. La formazione quindi dura tutta la vita e avviene in ogni istante, per il solo fatto di elaborare un dato percepito in qualsivoglia contesto o situazione.
Contrariamente a quanto si possa pensare, il “non servire a niente” di una attività formativa, non è una qualità intrinseca della formazione stessa, bensì frutto di errori di progettazione o di erogazione della stessa attività. Per progettare ed erogare correttamente una attività formativa sono necessari diversi ingredienti che prescindono dal contenuto della formazione. Per una formazione corretta, è necessario avere chiaro che ciascun individuo dovrà integrare quanto recepisce in aula con le proprie esperienze di vita, solitamente molto più consistenti di quelle esperite in aula. Da non dimenticare inoltre, che quando un individuo è formato non si può s-formare di nuovo. La formazione, se fatta bene, può essere fonte di cambiamento, permanente e irreversibile, viceversa se fatta male semplicemente non (dà) forma. Non bisogna cadere nell’errore di credere che possa de-formare.

Informazione, addestramento, conoscenza, abilità, competenza

La conoscenza è quell’insieme di saperi che fanno parte del bagaglio di ciascun individuo e sono nozioni teoriche apprese nel corso della vita. Le abilità possono essere associate al fare, in sostanza se si fa bene qualcosa si è abili se la si fa meno bene non si è abili. Sapere quindi, non significa saper fare, che non significa saper fare bene. In conclusione l’abilità è saper fare un determinata cosa molto bene molto spesso. La competenza è una parola abbastanza utilizzata ma di cui in effetti spesso si mistifica il significato. La competenza infatti è legata all’essere di una persona, alla sua essenza. E’ possibile definire la competenza come la conoscenza approfondita di qualcosa e l’abilità nel metterla pratica in maniera automatica, in contesti nuovi, senza eccessivo sforzo e quasi senza pensarci. Competenza come introiezione di un sapere e di un saper fare in maniera così profonda da modificare l’essenza soggetto in maniera permanente.

L’informazione è definibile come passaggio di saperi, può avvenire in forma scritta o orale. L’addestramento invece è l’allenamento di un determinato comportamento, è legato al fare e l’obiettivo è di rendere le persone abili.

UN ESEMPIO

Per la lettura, inizialmente è necessario imparare l’alfabeto e la fonetica (conoscenza) attraverso i libri (informazione) e le lezioni della maestra (formazione), poi bisogna fare esercizi (addestramento) ad alta voce e poi a mente. Dopo un certo periodo, si impara a leggere quasi qualunque testo (abilità), fino al punto che se si vede una frase scritta da qualche parte, questa viene letta in maniera automatica, senza pensarci, addirittura senza poterne fare a meno (competenza).

La formazione a questo punto, ha lo scopo di innescare il processo di sviluppo di una competenza attraverso il passaggio di informazioni e l’esercizio della pratica; questo può avvenire solo con particolare attenzione alle specificità di ciascuno individuo, permettendo così l’integrazione delle conoscenze ed esperienze nuove con quelle già in possesso e promuovendo quindi un cambiamento verso la crescita. E’ scontato, a questo punto, dire che la formazione necessiti di continuità per essere efficace.

UN ESEMPIO

Non si può pensare di diventare buoni comunicatori facendo un seminario di 4 ore con una platea di centinaia di partecipanti. In questo caso si può al massimo ambire ad avere qualche nozione in più su cui riflettere.
E’ possibile quindi asserire che la de-formazione è molto difficile. Dopo un corso non si hanno peggioramenti, al limite non si hanno effetti, “non è servito a niente”. Per de-formare è necessario una costante attività di dis-informazione accoppiata con l’assenza totale di addestramento.

La formazione che va bene e la profezia che si auto-avvera

La formazione non ha effetti collaterali indesiderati, può essere svolta senza precauzioni e non vi è rischio di sovradosaggio.

La formazione, per essere efficace, deve tenere in considerazione diversi aspetti legati ai contenuti, agli obiettivi, alle persone, al luogo, alle tempistiche… una formazione progettata e svolta bene, permette di sviluppare competenze che modificano i comportamenti delle persone in maniera significativa e duratura. Inoltre la formazione progettata ed erogata bene, spiana la strada per i successivi percorsi formativi in quanto innesca un meccanismo di meta-apprendimento: mentre si segue un corso di formazione, si impara a seguire un corso di formazione e si diventa sempre più capaci a seguire i corsi di formazione. Si apprende ad apprendere. Viceversa se si svolge della formazione senza progettazione o erogata male, si impara che “la formazione non serve a niente” e si andrà in aula al corso successivo pre-disposti a non imparare. Questo meccanismo viene definito “della profezia che si auto-avvera”.

Niccolò Delfino – direttore GOA consulting