Work-life balance significa conciliare i tempi della vita lavorativa con i tempi della vita privata e/o familiare.
La conciliazione della sfera lavorativa con quella privata comporta innumerevoli benefici perché: aumenta il coinvolgimento e impegno nel lavoro, aumenta la concentrazione nei confronti dei risultati da raggiungere e realizza un incremento della motivazione al lavoro e una riduzione del tasso di abbandono; aumenta poi, la soddisfazione personale, il soggetto si sente più gratificato, perché può ritagliare spazio da dedicare alle proprie passioni ed alla propria famiglia.
Ma come attuarlo? Il primo passo è avere degli obiettivi chiari e distinguere cosa è più importante per noi, sia al lavoro che privatamente ed eliminare ciò che non ci serve. Il secondo passo è capire che tutti siamo utili, ciascuno con le proprie conoscenze ed abilità.
All’interno delle aziende il Work-life balance può e deve essere realizzato a beneficio di tutti: dialogando con le proprie risorse e verificando quali siano le reali aspettative ed esigenze di ciascuno, valorizzando ciascuno indipendentemente dalla posizione che ricopre all’interno del contesto lavorativo.
Un lavoratore soddisfatto ed appagato è anche un lavoratore più produttivo.
A tal proposito è importante instaurare piani di WELFARE con benefici sia per l’azienda che per i lavoratori (per saperne di più https://www.associazionediss.it/welfare-unopportunita-di-incremento-del-benessere/).

 

Simona Saitta – Specializzata in politiche attive e servizi per il lavoro